Morire a diciassette anni. E quell’arsenale in cantina (video)

Headline:#xa9; Daniele Stanisci ag. Toia Conferenza Stampa in Questura sul Sequestro di un arsenale di armi e di droga
Un fucile, 300 cartucce, due pistole, sei tubi artigianali con filettatura pronti a esser trasformati in silenziatori, cinque chili di cocaina e una pressa idraulica buona per preparare vari quantitativi di droga nascosti in una cantina nel quartiere di Tor Bella Monaca.
Trentacinque armi, pistole, mitragliatori, migliaia di munizioni e anche un kalashnikov acquistati da un giovane incensurato direttamente in armeria ad Aprilia e poi rivenduti illegalmente.
E ancora due pistole semiautomatiche, una delle quali con il colpo in canna e il cane armato, un distintivo dei carabinieri, trenta colpi e due passamontagna il tutto custodito da un insospettabile cinquantenne al Tufello.
Borsoni che girano e cantine trasformate in arsenali, “ferri” che arrivano dai Balcani e si comprano “puliti” a meno di 2 mila euro, persino comodi acquisti in leasing. Armi pronte ad essere utilizzate, fiumi di droga e cadaveri che finiscono a terra.
Due proiettili hanno trapassato la testa di Federico. Federico, 17anni appena, è rimasto vittima di un agguato a Tor Bella Monaca ed è morto dopo quasi tre giorni di agonia. Federico non lavorava né andava a scuola. Aveva già imparato, come tanti altri, a cercare di “campare” e di farsi valere. Federico, 17 anni, morto, secondo gli investigatori, in una guerra tra bande per lo spaccio di droga.
Un finto ufficiale giudiziario suona al citofono di una palazzina a Casalotti. Roberto Musci, agli arresti domiciliari, scende. Nessuna busta, nemmeno un avviso, ma una scarica di proiettili che gli crivella testa e corpo. Un’altra esecuzione. Musci, poco più che trentenne, aveva alle spalle accuse per spaccio di cocaina e hashish insieme ad un gruppo criminale di cui lui si sospetta fosse il capo.
22 anni e il volto sfigurato dai colpi di pistola. Cade dal suo TMax Edoardo Di Ruzza. Nel 2011 era stato arrestato perché in tasca aveva marijuana e una pistola semiautomatica calibro 9×17 con matricola abrasa. Muore Di Ruzza per un regolamento di conti nella gestione dello spaccio nel quartiere di Tor Vergata, pensano gli inquirenti. Non sono ammessi cani sciolti nella Capitale. E’ in corso una guerra di mafie e la tensione per i nuovi equilibri è alta. Loro sono solo i caduti da inizio 2014. Questioni di droga, di soldi e di ragazzini che girano armati, soldati di un esercito criminale che ha invaso Roma.
Qui il video della Polizia di Stato http://www.poliziadistato.tv/c_SMlJKk6DQp
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