Anticipazione su Antimafia2000 “La guerra di mafia nascosta a Roma”

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Anticipazione da “Grande Raccordo Criminale” di Floriana Bulfon e Pietro Orsatti per Imprimatur/editore in uscita il 26 febbraio

«Gente che è ‘scita dar gabbio carica a pallettoni che è ‘nnata subito a incassà cambiali, artri che er gabbio l’hanno solo sfiorato e zitti zitti hanno investito, se so’ ripuliti, hanno continuato a fasse li cazzi loro. Co’ tutti, co’ quelli de fuori, co’ li calabresi, li siciliani, li zingari e poi le banche e li politici e li palazzinari. I sordi so’ tanti e la fame pure. Ricordatelo questo. Poi te sorprendi che ce scappa er morto?»
Il morto? Sarebbe meglio dire i morti: due, dieci, venti. Più di sessanta negli ultimi anni fra Roma e l’hinterland in una serie di esecuzioni con una cadenza allarmante. E poi minacce, feriti, attentati a cantieri ed esercizi commerciali.
L’alba della mattanza per la presa di Roma inizia nel 2007. Mentre a pochi chilometri si commemora l’anniversario della breccia di Porta Pia, quattro colpi di arma da fuoco rompono la quiete di un quartiere della Roma “bene” incastrato fra la città e il litorale. A Casalpalocco, quello sfottuto da Nanni Moretti in Caro Diario, tutto «videoregistratori e pantofole», cade a terra gambizzato un pezzo da novanta della “mala”. Vito Triassi, esponente della potente famiglia di Cosa nostra siciliana dei Caruana-Cuntrera definiti i Rothschild della Mafia, non è lì di passaggio, la sua “famiglia” si è insediata nel litorale romano fin dagli anni Settanta. Lui, “er Mafia”, è a terra con le gambe spezzate, tra i prati all’inglese e il barbecue da giardino. “Er Mafia” si rialza, ma i proiettili non si fermeranno più. Si sparerà ovunque. Non è più tempo di pace armata: è l’inizio della guerra. Una guerra di mafie che porterà a cinque anni di escalation criminale e di cadaveri a terra.

(LEGGI IL RESTO DEL BRANO….)

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