Da Venezia a Ostia. Il mare nostrum delle grandi opere

Porto-turistico-Ostia
Tra le 35 persone sottoposte a custodia cautelare per gli appalti del Mose c’è anche Emilio Spaziante, comandante in seconda della Guardia di Finanza ora in pensione. Sarebbe coinvolto, secondo l’accusa della Procura di Venezia, nel sistema di tangenti e fondi neri che venivano versati ai politici, in maniera bipartisan, per favorire l’affidamento dei lavori delle dighe mobili che avrebbero dovuto difendere Venezia dall’acqua alta. E dall’Adriatico al Tirreno, mentre si collaudano i sistemi, affiorano gli stessi nomi.

E’ sempre il generale Emilio Spaziante a parlare al telefono con il presidente del porto di Ostia Mauro Balini «in ordine alla falsificazione di un documento». Balini, uno che, secondo l’ordinanza della Procura di Roma, dialogava con il generale, con i boss mafiosi del litorale e trattava con la Cmc Ravenna, (la stessa coop con cui il compagno G. amava stringere partnership all’Expo). Balini, Spaziante e il porto di Ostia da ampliare. Anche con i finanziamenti da chiedere alla Unipol tramite Dario Romagnoli, socio dello studio dell’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

Annunci