Arresto Carminati: nel libro “Grande raccordo criminale” il profilo dell’anima nera del crimine capitolin

grc_coverMassimo Carminati sembrava imprendibile e intoccabile. Le inchieste da almeno da più di 30 anni l’avevano indicato come “l’anima nera” del crimine capitolino più spietato e ramificato. Oggi, grazie all’operazione dei Ros, è finito in manette con l’accusa di associazione mafiosa.

Floriana Bulfon e Pietro Orsatti nell’inchiesta “Grande raccordo criminale” (Imprimatur editore, 2014) avevano dedicato un intero capitolo alla figura di Carminati, in un passaggio si legge:

“…la Roma criminale abbasserebbe il capo davanti al suo re ”nero”, Massimo Carminati. Da appartenente a organizzazioni di stampo terroristico di estrema destra a presunto killer della banda della Magliana, secondo l’accusa del processo sull’omicidio Pecorelli ma con tutti gli altri imputati – fra i quali figurava prima di tutto Giulio Andreotti – assolto, oggi sarebbe lui, come emergerebbe da testimonianze, il broker in grado di mediare i conflitti della Mafie s.p.a. capitolina, arbitro di vita e di morte, in grado, se fosse confermato lo scenario che più volte è stato disegnato attorno al suo percorso, di decidere omicidi e di tessere relazioni con istituzioni e aziende di Stato. Massimo Carminati sempre a un passo dall’ergastolo e sempre scagionato.”

Quella di Carminati è stata una figura di primo piano nella malavita romana e il suo arresto mina alle fondamenta il crimine della capitale.

Il libro di Pietro Orsatti e Floriana Bulfon, Grande raccordo criminale, è un’inchiesta che scandaglia la situazione della criminalità organizzata nella capitale.

Scheda:
A Roma è guerra di mafia. Tra violenza, connivenze, intrecci di potere scorrono fiumi di droga e di sangue. La Capitale da decenni è l’obiettivo della criminalità organizzata, e simbolo di un Paese immobile per scelta.
Negli ultimi tempi sono saltati equilibri consolidati: nuovi soggetti si sono seduti al banchetto degli appalti e degli affari, altri ne sono stati esclusi, altri ancora sono stati costretti a scendere a patti. E le mafie non sono rimaste a guardare.
Saccheggiano Roma riciclando soldi per fare soldi, favorite dalla crisi finanziaria. Hanno a disposizione i colossali proventi della droga – da Roma passa un quinto di tutta quella “trafficata” in Europa – del racket delle estorsioni, degli appalti sporchi e dell’usura. Appetiti formidabili al servizio di nuovi e vecchi poteri.
Le trame inedite fra Cosa nostra, ’ndrangheta, camorra napoletana, Casalesi, Casamonica, banda della Magliana e organizzazioni criminali straniere non possono più fare pensare a fenomeni di infiltrazione isolati, ma a una rete strutturata di sodalizi mafiosi, che opera in modo inedito.
Gli autori indagano e portano alla luce i legami sconosciuti e sommersi fra delinquenza, potere e interessi della Mafie s.p.a., tracciando la nuova geografia della criminalità organizzata che fa di Roma la caput mafiae del Paese.

Autori:

Floriana Bulfon nasce a San Daniele del Friuli nel 1978. Giornalista, è laureata in filosofia e in scienze giuridiche e ha conseguito un MBA con una borsa di studio al merito. Ha collaborato con «l’Espresso», «Panorama», «Linkiesta» e in tv occupandosi di inchieste su criminalità, racket, armamenti, traffico di migranti e sanità.

Pietro Orsatti nasce a Ferrara cinquant’anni fa, scrittore, regista, giornalista. Ha pubblicato, fra gli altri, per «Diario», «il Manifesto», «l’Unità», «Micromega», «Courrier international», «PeaceReporter», «Nuova Ecologia», «Antimafia2000», «Liberazione», «Left/Avvenimenti». Ha collaborato con Rai, Telesur, RedeBras e RadioPop. Ha pubblicato i volumi A schiena dritta (2009), L’Italia cantata dal basso (2011) e Segreto di Stato (2012).

http://imprimatureditore.tumblr.com/

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